I Duellanti in un notturno veneziano, una curiosa sfida musicale

Recensione:

Notte a Venezia, in uno dei tanti teatri della città. Il conte Grimani, impresario di successo che ha al suo servizio una coppia di buffi sgherri - Tagliacarne e Beccaferro - ha convocato qui Carlo Goldoni e due famosi musicisti. Uno, Antonio Vivaldi, è rigoroso caposaldo della tradizione lagunare. L'altro è Baldassare Galuppi detto il Buranello, alfiere di un più moderno stile espressivo, tanto che ci viene rappresentato inn scena come un'allegra rockstar gay.

Di fronte al pubblico che riempe il teatro i Duellantisono chiamati a gareggiare tra loro: la posta in palio è l'intonazione del prossimo libretto del commediografo. Per ognuno un pezzo sacro, un'aria di mezzo carattere, una di bravura; affidate al celebre soprano Anna Girò per il primo, all'affettato tenore Trepolmoni per il secondo. Arbitri della contesa Goldoni e la sua serva Cate. La palma va a Galuppi, e il vecchio Vivaldi – sconfitto e deluso dai gusti del pubblico - dovrà lasciare la sua città per cercar nuova fortuna a Vienna. Largo ai giovani, dunque: mentre il Prete Rosso esce di scena mugugnando, gli altri già s'accordano per una nuova commedia in musica.

Storia del tutto inventata, però verosimile

Questo lo spiritoso soggetto de I duellanti. Notturno Settecento, snella rappresentazione con musiche sulla traccia di un testo ideato da Marco Gnaccolini rielaborato dal regista Michele Modesto Casarin. Il pubblico viene molto coinvolto – deve persino votare per l'uno o per l'altro, ma è una finta - e finisce per divertirsi assai: merito di due attori esilaranti quali lo stesso Casarin (il comicissimo Tagliacarne e l'ironico Vivaldi) ed Emanuele Fortunati (il faceto Beccaferro e lo svenevole Galuppi), ed alle travolgenti presenze di Matteo Fresch (l'irrefrenabile Goldoni) e Claudia Bellemo (la smaniosa Cate).
Le musiche originali di Paolo Furlani, garbatamente ispirate agli stilemi settecenteschi, sono eseguite dall’Ensemble Harmonia Prattica, quartetto d'archi guidato da Alberto Maron al cembalo; le parti vocali sono affidate alla perizia vocale ed alla vivacità scenica dei giovani Ilenia Tosatto e Andrea Biscontin.

 

Visto il 06/12/2017

Autore:

Gilberto Mion

REDATTORE

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